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MUSEO DI STORIA NATURALE
Quello di Melilli è un territorio che, dal punto di vista naturalistico, offre diversi scenari suggestivi. In esso, sono dislocate ben 50 cavità carsiche, due delle quali sono, oggi, riserve naturali integrali della Regione Siciliana e gestite dal Centro Universitario per la Tutela e la Gestione degli Ambienti Naturali e degli Agroecosistemi (CUTGANA), centro interfacoltà dell’Università di Catania.
L’itinerario naturalistico comprende sia siti di interesse antropico-culturale, quali la Cappella del SS. Sacramento della Chiesa Madre, il museo di Storia Naturale, la Cava dei Molini e Cozzo Molino, la Cava Gissara, la Cava Bernardina, la Cava di Pietra Bianca e la Cava dei cavalli, sia ambienti naturali come la Grotta di Mastro Pietro, la Grotta Bianca, la Grotta Palombara, il Complesso Speleologico Villasmundo-Alfio, la valle del Marcellino, la querceta.
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Il Museo di Storia Naturale
Via Dante Alighieri, 1 96010 Melilli
Tel. 0931552192-3
Fax 0931552160
E-mail museomelilli@cutgana.it |
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Il Laboratorio Naturalistico Ambientale: “ Museo di Storia Naturale “ è una struttura per la divulgazione, la promozione e la conoscenza del patrimonio naturalistico e ambientale del territorio siciliano, con particolare attenzione agli ambienti naturali e culturali-antropici del territorio di Melilli. All’interno si trovano diverse sezioni ognuna delle quali costituisce un determinato aspetto connesso al territorio.
Nasce da un accordo di programma, sottoscritto il 1° febbraio 2000, tra il CUTGANA dell’Università di Catania diretto dal Prof. Angelo Messina e il Comune di Melilli rappresentato dall’attuale Sindaco Geom. Giuseppe Sorbello. La struttura, ospitata al piano terra del Palazzo Municipale, ricopre una superficie di 800 mq ed è diretta dal dott. Piero Pitruzzello. Si tratta di un “Laboratorio Naturalistico Ambientale” che raccoglie informazioni e materiali che riguardano il territorio di Melilli, le Riserve Naturali Integrali del Siracusano istituite nel 1998 dalla Regione Siciliana e affidate in gestione al CUTGANA (Complesso Speleologico Villasmundo-Alfio, Grotta Palombara e Grotta Monello) e l’area iblea. Il Museo è aperto agli alunni delle scuole di ogni ordine e grado, agli studenti universitari, ai docenti e a chiunque voglia conoscere o approfondire le conoscenze sulle risorse naturalistiche che offre il territorio ibleo. Nel Museo sono esposte e indicate graficamente le rocce degli Iblei e la loro evoluzione. Un centinaio di campioni di fossili sono esposti a testimoniare il rapporto che questi territori hanno avuto con il mare. Il diorama degli ambienti mediterranei, in via di realizzazione, si compone di diverse parti che interessano gli aspetti geologico, floristico e faunistico del territorio Ibleo, del quale Melilli è parte integrante e la geologia del suo territorio può considerarsi rappresentativa di ciò che è la litologia del settore nord-orientale degli Iblei. Verrà, pure, riprodotto il diatrema che rappresenta l’antico centro eruttivo ubicato in località Cozzo Molino, lungo la strada che da Melilli porta a Villasmundo. In tale località è possibile osservare parti delle pareti dell’antico condotto vulcanico messe a nudo dalla continua erosione, quelle a ovest in particolare, in quanto la parte orientale del condotto è sormontata dalle calcareniti di età pleistocenica.
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Il Museo, che costituisce il punto di riferimento per le visite guidate nelle Riserve e per tutti i luoghi di interesse naturalistico del territorio melillese, sarà dotato di una sala di proiezione multimediale, una biblioteca scientifica, totem informativi e un centro informazione e documentazione. Nel Museo, inoltre, vi è una parte dedicata al mare con centinaia di campioni di conchiglie, alghe, e numerosi altri organismi marini, con le schede di rilievo, acquari marini mediterranei e numerosi poster esplicativi dei vari ambienti mediterranei. La sezione Botanica raccoglie gli erbari con centinaia di specie presenti nelle Riserve, i funghi, i licheni, i muschi, mentre sono presenti numerose piante vive caratteristiche della macchia mediterranea. Sono, infine, esposte splendide collezioni di varie specie d’insetti, di farfalle in particolare. Il programma annuale delle attività prevede manifestazioni monotematiche per periodi limitati con la organizzazione di seminari scientifici sui vari temi alla presenza di esperti di fama internazionale.
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PALEONTOLOGIA
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La sezione dedicata ai fossili ci permette di ricostruire le vicende paleontologiche che nel corso di milioni d’anni hanno interessato il territorio Ibleo, del quale Melilli è parte integrante. La sezione accoglie fossili autoctoni con impronte d’organismi animali marini quali coralli coloniali, echinoidei e grandi molluschi bivalvi tra cui diversi Pectinidi.
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| GEOLOGIA |
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Le rocce che si possono osservare in questa sezione sono in buona parte sedimentarie, metamorfiche e ignee. Tra esse prevalgono le sedimentarie, in particolare, i calcari che testimoniano come la geomorfologia del territorio sia costituita da estesi tavolati incisi da numerose valli fluviali dette localmente cave. Numerosi i minerali provenienti da varie parti del mondo.
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| FLORA |
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Le specie che costituiscono la sezione floristica appartengono agli ambienti mediterranei: dalle foreste di Leccio agli aspetti prevalentemente di macchia. Sono molte le specie attraverso le quali poter rappresentare la nostra macchia mediterranea quali il lentisco, il mirto, il corbezzolo, la filiera, l’euforbia arborea, l’oleandro, il carrubo, ecc.
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| FAUNA |
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Per quanto riguarda l’aspetto faunistico, il museo accoglie presso di se diverse varietà di organismi tra i quali diversi coralli, briozoi, echinoidei, artropodi, ecc.. Tra i vertebrati è possibile ammirare un’esposizione di rettili tra cui gongili e ramarri, alla quale si aggiunge quella degli uccelli tra i quali l’Airone cenerino, il Falco pellegrino e il Gabbiano reale.
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| MARE |
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La sezione “Mare” si presenta molto diversificata nella sua moltitudine di sottosezioni che racchiude al suo interno. Sono presenti all’incirca 200 specie diverse di molluschi tra bivalvi e gasteropodi di ambiente mediterraneo. A ciò si aggiungono le diverse specie di alghe, tra le quali Caulerpa prolifera e Caulerpa racemosa, le fanerogame marine quali la Posedonia oceanica e l’Halophila stipulacela, ed infine una bellissima collezione di Squali dei nostri mari e due acquari che ricostruiscono, uno l’ambiente dei fondali sabbiosi, l’altro il fondale roccioso del circalitorale.
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| GALLERIA |
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Parte del Museo dedicata alla mostra fotografica e documentale dei percorsi naturalistici del territorio, alla quale si aggiunge una rassegna fotografica di scorci etno-antropologici locali. Durante l’anno la galleria è sede di mostre temporanee monotematiche in funzione della programmazione delle attività. |
| SALA DI PROIEZIONE |
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| La sala proiezione può essere fruita per la visione di filmati di ambienti naturali, con particolare attenzione alle riserve naturali del territorio, patrimonio d’inestimabile valore e risorsa per la comunità. |
| SALA STUDIO-LABORATORIO |
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| Gli studenti, gli appassionati, i ricercatori e i tesisti possono fruire una saletta destinata agli approfondimenti. E’ possibile così osservare da vicino il materiale richiesto e di avere un supporto didattico-scientifico ai propri studi. |
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| LA CAVA DI PIETRA BIANCA |
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Si trova in contrada Barriera, ai piedi della paleofalesia di età milazziana (Pleistocene medio-superiore). La cava, utilizzata per l’estrazione della pietra, è rimasta in esercizio fino ai primi anni ’60, quando definitivamente cessò l’attività a causa del sempre maggiore utilizzo del cemento per le costruzioni.
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| LA GROTTA PALOMBARA |
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E’ una cavità fossile, vale a dire non più interessata da circolazione d’acqua sotterranea. Ha uno sviluppo complessivo di circa 800 m. L’ingresso di questa cavità è costituito da una voragine profonda una dozzina di metri e larga altrettanto, per cui è possibile accedervi solo con l’uso di corde e scalette speleologiche. Superata una serie di angusti cunicoli e una stretta
fessura, si giunge alla grande “Sala dei Vasi”, così detta per il rinvenimento di due vasi a clessidra della fase castellucciana (Età del Bronzo antico). Da qui, si accede alla “Sala del Guano”, caratterizzata da una volta a forma di cupola dove vive una numerosa colonia di Chirotteri (pipistrelli) Myotis myotis (Vespertilio maggiore), i cui escrementi si sono depositati sul pavimento della cavità formando cospicui accumuli di guano dove vive una ricca fauna guanobia.
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| IL COMPLESSO IPOGEO VILLASMUNDO-S.ALFIO |
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Costituisce un ambiente unico nell’area iblea, in quanto rappresenta un esempio ancora attivo di carsismo di notevole rilevanza. Lo scenario geografico nel quale è inserito l’ambiente epigeo di questa riserva è rappresentato da due profonde valli fluviali, dette localmente cave, separate da un breve altopiano. Le cave sono quelle del torrente Belluzza, a Nord, e del torrente Cugno di Rio, a Sud, nel settore nord-orientale dei Monti Climiti. Molto ricca è la fauna che popola quest’area costituita da diverse specie di Uccelli, tra le quali ricordiamo la Poiana, il Gheppio, l’Allocco, il Passero solitario, la Coturnice sicula, l’Averla capirossa, il Colombaccio, la Ghiandaia, nonché da specie di Mammiferi, quali il Riccio, l’Istrice, la Volpe, la Donnola e la Martora. Tra i Rettili, va citata la presenza dell’endemica Lucertola siciliana (Podarcis waglerianus), il Colubro leopardino e il Biacco maggiore.
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LA CAPPELLA DEL SS. SACRAMENTO
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Si trova nella Chiesa Madre di Melilli. All’interno, è presente un altare di grande maestosità, l’Altare del Sacramento, che risale ai primi decenni dell’Ottocento e realizzato con un’imponente stalagmite estratta dalla Grotta di Mastro Pietro, all’epoca utilizzata dal Comune come cava.
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| LA GROTTA DI MASTRO PIETRO (a Rutta di Mastru Petru) |
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Si apre alla base di una parete rocciosa alta 80 m (una paleofalesia formatasi circa 200.000 anni fa che, verso Est e Nord-Est, orla il settore nord-orientale dell’altopiano ibleo), interessata da una serie di fessure, una delle quali è l’ingresso principale della cavità. Nell’immaginario popolare, la grotta si snoderebbe nel sottosuolo in una serie di labirintiche sale e cunicoli. In realtà, essa ha uno sviluppo complessivo di soli 192 m e, oggi, malgrado che molte stalattiti e le stalagmite sono state asportate nel corso dei secoli dai cavatori e da visitatori poco inclini a rispettare la Natura, la grotta offre importanti esempi di carsismo ancora attivo.
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